Il cambiamento climatico aumenta ansia, stress e violenza, specialmente tra i giovani. Scopri come la natura può aiutare ad un maggior equilibrio.
L’ansia è causata da un iper bombardamento di dati, informazioni, emozioni, input discordanti che nel tempo mandano in crisi la capacità di elaborazione di un informazione utile. Anche la comunicazione degli aspetti legati al cambiamento climatico in atto, tra terrapiattisti, negazionisti, informazioni terrorizzanti sta causando, specialmente tra i più giovani, un aumento dell’ansia. E’ stato misurato che il cambiamento climatico ha mostrato un aumento di psicosi legate a stress, aggressività, ansia, burn out e peggioramento della condizione psico fisica generale. L’inquinamento atmosferico correlato al traffico (TRAP) è infine associato ad una possibile compromissione dello sviluppo.
Tra i tanti studi, uno che ho trovato particolarmente interessante è un’analisi delle relazione tra i fenomeni meteorologici estremi e gli effetti sulla psiche. In questo articolo gli autori (Doell, Berman, Bratman, Knutson, Kühn, Lamm, Pahl, Sawe, Van Bavel, White, Brosch, Leveraging neuroscience for climate change, 2023) hanno mostrato come ogni aumento di una deviazione standard della temperatura o delle precipitazioni estreme aumenta la frequenza della violenza interpersonale del 4% e dei conflitti intergruppi del 14% . L’esposizione alle catastrofi naturali, o condizioni politico sociali difficili (migrazioni, tensioni interne, ribellioni, guerre), comporta disturbi psichiatrici quali il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e la depressione. Questi disturbi sono ben noti in letteratura tuttavia l’«ansia climatica» sembra avere caratteristiche specifiche e legate allo stress cronico che durante la giovinezza è correlato ad alterazioni permanenti nella struttura cerebrale e allo sviluppo di psicopatologie successive in età avanzata. Si è riflettuto sul fatto che la preoccupazione per l’ambiente che si trasforma e peggiora per cause antropiche così velocemente e con conseguenze poco chiare per il futuro possa essere solo una concausa di un malessere generale. Infatti il cambiamento climatico interessa tutta la popolazione mondiale ma solo parte dimostra preoccupazione e una ancora più piccola sembra avvertire un disturbo che può diventare disfunzionale.
Sono state coniate nuove espressioni per definire stati compromessi causati da una condizione esterna diversa da quelle note in letteratura e tipiche della disciplina. Tra le nuove psicosi nel 2005 è stato coniato il termine solastalgia, (Glenn Albrecht, 2005) da “solace” (conforto, consolazione) e “nostalgia”, ed indica il senso di malessere che invade la persona quando l’ambiente attorno a noi è diventato irriconoscibile o degradato (vedasi anche Janiri, Cianconi, Grillo, 2023).
Come intervenire? La scuola potrebbe essere di aiuto attraverso l’ideazione di attività fisiche e didattiche laboratoriali in mezzo alla Natura, trasformano un’attività scolastica in attività ludica. Il bambino impara giocando, sperimentando, valutando e assumendosi dei rischi, permettendo il rafforzamento della propria coscienza, del proprio senso del sé. La meraviglia e la creatività prendono il posto della paura e dell’ansia. Pratiche di Mindfulness e la conoscenza delle cause dei fenomeni climatici possono aiutare a riportare chi soffre di ansia all’interno di uno spazio gestibile e comprensibile diventando anzi una spinta per l’attivazione nell’associazionismo locale.
